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A due a due finché non diventano dispari

by su 31 gennaio 2012

Prendendo spunto da questo video-inchiesta di Repubblica mi domando quanta ipocrisia vi sia nell’accusare un videogioco (o più in generale la categoria dei giochi tout court) di alienare i ragazzi dalla società. Da che mondo e mondo l’alienazione non è una malattia, ma un sintomo di essa.

I Giochi possono dare dipendenza? Sì, come molte altre cose. Se mio figlio passasse il tempo con i libri in mano smettendo di nutrirsi, uscire con gli amici, studiare… io genitore mi dovrei preoccupare? Io francamente mi preoccuperei.

Ma io mi preoccuperei ben prima che inizi a eruttare vomito verde a fontana, a girare la testa di trecentosessanta gradi e a fluttuare parlando strane lingue antiche. O che inizi a picchiare me, genitore. Che è poi quello che ha fatto il ragazzo del video.

La madre dice che hanno provato a impedirgli di giocare ma era, effettivamente difficile.
Complicato.
Già.
Quale complicata operazione potrà mai un genitore porre in essere al fine di impedire a un figlio di giuocare ai giuochi on line?Io, da profana, la butto là eh, ma intanto io genitore TE TAJO L’ADSL per dire la prima che mi viene in mente.E’ che io se a 15 anni mi facevo i cavoli miei, mancando di rispetto ai genitori, saltando la scuola, o anche solo prendendo brutti voti perchè avevo fatto ALTRO invece di studiare, mi ritrovavo col culo a macaco.

Ma poi non è nemmeno questo: ci rendiamo conto che “giocare ai giochi di Ruolo on line” viene considerato più grave del fatto che “tuo figlio si dddroga?” Ma come? Il ragazzo se fa de canne e il problema è il videogioco? Non è che forse, signori miei, qua stiamo un tantinello deviando l’attenzione di un problema “altro” per puntarlo al capro espiatorio di turno (il videogioco) perché ammettere c’è che qualcosa non va nei nostri figli (qualcosa che potrebbe anche essere il rapporto con ME genitore) che li PORTA poi ad annichilirsi nella droga, nel videogioco o nelle pugnette?

"Tuo Figlio si dddroga" "...!!!"

Come al solito è bello credere che noi siamo perfetti (genitori perfetti, figli perfetti, persone perfette) e che sono gli “altri” a portarci sulla cattiva strada. Che il problema sia dentro di noi non è accettabile. E così continueremo a curare sempre e solo il sintomo, ma la malattia vera resterà lì, ad incancrenirsi mentre noi pontifichiamo sul valore distruttivo della società moderna.

Prevedo tempi cupi.

p.s.: detto inter nos: se becco mio figlio di 15 anni a farsi le seghe/giocare/fumare/ o qualunque altra cosa con i MIEI SOLDI invece di studiare, lo prendo, lo disiscrivo da scuola e lo porto ai mercati generali a scaricare, alle 4 del mattino, le cassette della frutta, dopo avergli tolto cellulare, console, paghetta e quanto altro. POI magari lui continua, per carità, ma intanto so che se mio figlio si droga non è perché gli faccio fare la vita del figlio di mammà.
Ecco, lì allora, figlio bello, parliamone, all together. Magari assieme a uno bravo.

From → Parachiacchere

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