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E alla fine arriva Hirai

by su 1 febbraio 2012

Karuo Hirai in una foto di Markus Nass / SCEDLa scalata dell’uomo prodigio di Sony compie oggi un ultimo, decisivo passo, con la nomina di Kazuo “Kaz” Hirai al ruolo di CEO dell’intera società. Che significa questo? Tante cose, a dire il vero. Innanzitutto significa che il simpatico Kaz prende il posto del meno simpatico Sir Howard Stringer. Ed è certamente la cosa migliore che potesse succedere a Sony ora come ora. Anzi, francamente, considerando lo stato abbastanza disastroso in cui versa la società non riuscivo davvero a capire come il Sir gallese fosse ancora rimasto comodo sulla sua poltrona. Sony in un colpo solo ne guadagna probabilmente in efficienza e sopratutto in immagine. Ma non è tutto…

Sir Howard Stringer

Sir Stringer era quello di "Wii non toglierà mercato a PlayStation perché punta ad un altro target". Detto tre anni prima di correre a lanciare sul mercato il Move...

Non è certo un caso che sia Hirai, ex-presidente della sezione Entertainment di Sony, a prendere le redini di tutto il carrozzone. Delle varie divisioni da cui è formata Sony quella capitanata da Kaz è una delle poche in attivo, laddove il business delle TV (una volta cavallo di battaglia di Sony stessa, rimasto in perdita per otto anni di fila) è stato praticamente dismesso neppure due mesi fa e i conti della società continuano ad essere macchiati di rosso peggio di un film diretto da Eli Roth. Stringer stesso neppure tre settimane fa disse che Hirai era “la scelta più ovvia” alla successione: il giovane manager che è riuscito a raccogliere i cocci di Ken Kutaragi e a rimettere in piedi il marchio PlayStation. Hirai in effetti ha denotato alcune doti che in SCEE mancavano da un po’: umiltà, fiuto e quel pizzico di intelligenza in più che non fa mai male. Certo, con PSP Go e PlayStation Move qualche sbaglio l’ha fatto anche lui, e con una PSVita al momento in una situazione quantomeno delicata (con meno di 15.000 unità vendute in una settimana in Giappone) non può certo starsene bello tranquillo, ma guardando al panorama dei manager di Sony è facile capire le parole di Stringer: è quello giusto. O magari “il meno peggio” per cercare di ritirare in piedi il colosso giapponese.

Certo, la situazione che eredita Kaz è decisamente critica: basti pensare che nel 2000 Sony veniva valutata sul mercato poco più di 200 miliardi di dollari mentre oggi il suo valore è calcolato attorno ai 18. Per un paragone efficace, Apple oggi ne vale circa 430…

Dunque, dal prossimo primo aprile Kaz dovrà rimboccarsi ulteriormente le maniche (ormai due canotti) e cercare di compiere il miracolo di un risanamento assai difficoltoso. Auguri, Kaz.

From → Niuz

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