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GDC2012: i giorni della sbroccanza

by su 7 marzo 2012

AngryCome sicuramente avrete notato, in questi giorni a San Francisco si tiene uno degli eventi più importanti dell’anno per i patiti di videogame e nuove tecnologie: il World Naked Bike Ride Day, in cui migliaia di persone nude corrono in bicicletta. Per una pura coincidenza, negli stessi giorni si tiene anche la Games Developers Conference, minore in importanza ma tutto sommato interessante per via delle numerose novità presentate. Tuttavia, non è proprio delle novità che voglio parlarvi – quello lo lascio fare ad altri siti… – bensì di uno strano trend…

Si, perché sembra che quest’anno la GDC stia dando spunto a numerose personalità del mondo dei videogame per sbroccare. Cioè, per piazzarsi su un palco e dire tutto quello che gli passa per la testa, a prescindere dalla quantità di nemici che tali affermazioni possono generare. Un po’ come quando vi stufate del vostro collega intestinalmente rumoroso e gli iniziate a tuonare contro (con la voce, intendo).

Peter Molyneux

Peter Molyneux nell'istante preciso in cui partorisce una grande idea per un nuovo gioco. Tranquilli, venti minuti dopo gli passa...

Ad aprire le danze in questo turbine di rantolii troviamo l’inossidabile Peter Molyneux, il papà di Popolous, Theme Park e Syndicate (mica cazzi!). Si, si, anche il papà di Fable. NON il papà di Project Ego e Milo: in quei casi ha abortito. Comunque, il buon Peter si è accorto che alla GDC c’erano un palco e sopratutto dei microfoni e ha pensato di cogliere l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Dunque, si è scagliato contro gli FPS (si, gli sparatutto in prima persona), indicandoli come uno dei motivi della scarsa creatività nel mercato dei videogame. La frase “Vogliamo un mondo di soli Call of Duty? Se si, allora chiudetemi in manicomio!” è abbastanza esplicativa. Niente niente a Peter non è andata particolarmente giù la conversione del “suo” Syndicate da gioco strategico a sparatutto in prima persona? Mi verrebbe da dire “Ehi, Peter! Perché invece di lagnarti non provi tu a dimostrare come sia possibile realizzare un gioco in prima persona che sia pure innovativo?”. Una volta ci riusciva, dopotutto.

Ian Livingstone e Lara

Qui invece Ian Livingstone si sta chiedendo cosa possa fare PER LUI un videogame.

Subito dopo Peter è la volta di un grande anziano del mondo dei videogame: Ian Livingstone, presidente a vita di Eidos e uno dei fondatori della storica Games Workshop. Sempre dal palco della GDC Livingstone ha pensato di elevare un tantino il discorso, gettandolo dritto dritto sulla morale più ampia domandando: “Cosa hanno fatto i videogame per il bene dell’umanità?”. Nei panni di qualcuno che non ha mai visto un videogame aiutare le vecchiette ad attraversare la strada o fermare il riscaldamento globale mi sono posto il suo stesso interrogativo senza in effetti trovare una risposta che non andasse oltre il “hanno rallentato il sovraffollamento mondiale” (provate voi ad avere rapporti sessuali con qualcuno infoiatissimo con un videogame e poi ne riparliamo).

Phil Fish sul trono

Phil Fish sul suo trono mentre pensa a Fez. Non ha neppure pubblicato il suo primo gioco, eppure già crede di essere la manifestazione terrena di Stocazzo.

Chiude (per ora!) la lista delle personalità che hanno colto l’opportunità della GDC 2012 per alzare la voce Phil Fish. “E chi cavolo è?” chiederete voi (FERMI li con Google!). “Ancora nessuno” direi io, visto che di fatto Fish non ha ancora pubblicato un singolo videogame, pur avendo negli ultimi anni ricevuto premi su premi grazie al suo gioco in lavorazione da circa 74 anni (o erano 5? Boh!): Fez. Per non essere da meno dei suoi illustri colleghi, Fish ha pensato bene di buttarla direttamente sull’etnico, bersagliando un intero paese: il Giappone. Durante un’intervista infatti un incauto inviato giapponese ha domandato a Fish cosa ne pensasse dell’attuale mercato nipponico dei videogame. Sfoggiando tutta la diplomazia che è riuscito ad accumulare, il designer ha risposto con “I vostri videogame fanno schifo”. Dopodiché ha iniziato a dispensare benedizioni sulla platea (un po’ irritata), invitando l’udienza ad avvicinarsi poi al banco del buffet dove di li a breve l’acqua sarebbe stata tramutata in ottimo Chardonnay del ’98.

E siamo solo al secondo giorno, eh!

From → Parachiacchere

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