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Next-gen: voglio console, non tablet

by su 21 marzo 2012

Console, no tabletE’ la parola del momento in ambito di divertimento elettronico. Tablet. Tre milioni di iPad3 piazzati in 25 minuti (più o meno). iPad 3 più potente del computer che controlla Gundam. Tutte le software house impazzite per iPad 3. Ergo, il tablet è il futuro del gaming. Buuh, buuuh console! Brutte e vecchie! Questo è più o meno quello che si legge nelle ultime settimane su un sacco di siti online che parlano del caro vecchio hobby del videogiocare. Secondo molte opinioni più o meno illustri Nintendo ha fatto una buona mossa includendo un tablet in Wii U, Sony e Microsoft dovrebbero tablettizzarsi un po’. Ecco. No, grazie.

Atari VCS

La console, il televisore, i pad. E’ così che vedo la console da gioco. Nel mio salotto. Con me e gli amici davanti. Potreste cordialmente lasciarla li? 

Cioè, capitemi. Non sono un retrograde. Non sono uno che non abbraccia i cambiamenti, per carità. Lo faccio. Magari con una certa inerzia e un pizzico di pigrizia, ma li abbraccio. Ci ho messo appena 10 anni ad aprirmi un blog, per dire. Ma il punto è un altro. Per me la console da gioco è l’aggeggio che manda le immagini colorate al televisore. Quella che accendo, butto dentro il gioco e… ehm… gioco. Quella li. Ne ho tre al momento piazzate sotto la TV, un’altra decina in giro per scatoloni vari. Le conosco, insomma. E se dico che le voglio così è per tutta una serie di motivi.

Commodore 1084S

Il 1084s della Commodore fu la mia finestra elettronica sul mondo dei videogame per quasi dieci anni. Arrivai persino a modificarlo con una SCART per schiaffarci sopra un Sega Saturn. Ed è ancora vivo e vegeto in cantina. Indistruttibile.

Primo, perché provengo dalla Mivar Generation. Quella in cui, a meno di non essere un figlio di papà (e no, non lo sono) i videogame me li giocavo collegati al 14 pollici piazzato in cameretta. Dopo venti anni passati a videogiocare in formato francobollo ho finalmente guadagnato, più o meno nell’ordine, libertà, spazio e un meritatissimo 42 pollici (dimensione massima consentita dal mobile, maledetta Ikea…). E io ‘sti 42 pollici di pura emancipazione me li voglio godere tutti, pixel per pixel, me li voglio squagliare con questa e – possibilmente – pure con la prossima generazione di console. Deve schiattà, ‘sto televisore. E non c’è modo che sostituisca l’agognata esperienza del mega-schermo con un tablet. Nel futuro semmai c’è il proiettore. La tavoletta no.

Schermino per giocare

Esempio di una mia postazione da gioco ideale. Con un paio di joypad, ovviamente.

Secondo, perché do ancora una fortissima valenza sociale ai videogame. Trovo impagabile passare le serate con gli amici di fronte al suddetto televisore condividendo esperienze videoludiche più o meno multiplayer. Provare assieme le demo di nuovi giochi è bello quanto partecipare all’anteprima di qualche grosso evento cinematografico. Commentare assieme un gioco è sempre divertente. Il tutto senza tirare il ballo l’ovvia goduria di un po’ di sano multiplayer spalla a spalla. Insomma, una fruizione di gruppo dei videogiochi. Non ho interesse a farmi il lan-party di tablet a casa.

Un solo pulsant

Ho iniziato usando un solo pulsante. Ora ne gestisco senza troppi problemi una dozzina. Si chiama mica evoluzione? Comunque “tappate” voi sul touch-screen. Io clicco.

Terzo, perché credo ancora con una certa forza nelle periferiche di controllo. Che siano pad, sistemi come il Wiimote o altra roba. Non per niente non ho ancora comprato un Kinect e gioco raramente sugli smartphone – pur apprezzando molti giochi per iPhone e iPad, eh! Semplicemente, trovo il touch screen un’ottima periferica per tante tipologie di gioco, ma NON per tutte. Pulsanti e levette li reputo ancora indispensabili nella mia dieta di videogiocatore.

Non per niente, per me la cosa migliore che Apple potrebbe fare per pigliare a calci in culo – con una certa violenza – Sony, Microsoft e Nintendo è quella di cacciare fuori una bella “basetta” da collegare al televisore e un paio di bei joypad wireless. Schiaffi il tuo iPad sulla basetta, accendi i pad ed ecco a te una vera console next-gen, che all’occorrenza ti porti a letto per leggere il giornale e lanciare uccellini rompicoglioni con la fionda. Ok, non lo faranno mai…

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