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Il problema del protagonista

by su 29 marzo 2012

Il problema del protagonistaQualche tempo fa ho analizzato in modo profondo e scientifico il fenomeno da me stesso denominato “il problema del cattivone“, secondo il quale la media qualitativa dei cattivoni nei videogame degli ultimi anni è leggermente bassina (fanno un po’ schifo). Oggi guardando le sontuose vendite di un certo Mass Effect 3 mi è venuto naturale pensare immediatamente all’elemento chiave del gioco: le tette delle aliene. Ma subito dopo ho pensato a Shepard, il protagonista. E mi sono tristemente reso conto che è un caso più unico che raro, negli ultimi tempi.

Capitan Maccio Shepard

Eccolo qui il buon Shepard, mentre si guarda attorno in cerca di una creatura di sesso femminile che respiri e non spari raggi laser dagli occhi. Gran bel personaggio.

Mi sono così reso conto tutto di botto che di fianco al già appurato problema del cattivone ce n’è uno altrettanto evidente e radicato che riguarda i protagonisti. Shepard, dicevamo, è un caso piuttosto unico nel panorama attuale. Si, perché riesce ad essere credibile e carismatico a prescindere dalle scelte che fa il giocatore. Tranne, certo, quando si mettere a fare i discorsi d’amore stile teenager in piena tempesta ormonale con le sue fiamme interstellari. Ma per il resto è un eroe (o un’eroina) che riesce a tenere botta per tre videogame e svariate ore di dialoghi. Forte, Shepard. Ma poi?

Adam Jense, il cyborg involontario

Ed ecco qui Adam Jensen. Voce da radiocronista con la tubercolosi, munito di cyber-occhiali da sole e caratterizzato molto bene.

Poi c’è Adam “Non l’ho chiesto io” Jansen, il cyborg involontario di Deus Ex: Human Revolution. Ben caratterizzato e pure carismatico (principalmente grazie agli occhiali da sole retrattili). Buon personaggio, davvero. Mi verrebbe da affiancarci il buon Ezio Auditore e – perché no? – Niko Bellic, squadrato con l’accetta ma definito in modo assai gradevole. Ci sono poi un paio di sempreverde come Master Chief o Sam Fisher e poi… beh… poi la situazione si complica. Perchè tutto sommato ci troviamo di fronte ad una galleria di protagonisti che non riescono a dire granché. Magari perché sono troppo stereotipati (Bayonetta o Nathan Drake). Magari perché semplicemente sono caratterizzati malino (l’avete visto il Chris Redfield di Resident Evil 5, vero?). O magari semplicemente perché sono inesistenti o quasi (Alcatraz di Crysis 2, il tizio di Far Cry, i semi-eroi di Resistance o Killzone, Gabriel dell’ultimo Castlevania…). O magari perché hanno davvero detto TUTTO quello che avevano da dire (vedere alla voce “Kratos lo Spartano”).

Kratos lo spartano

Dopo ben cinque giochi tra PlayStation 2, 3 e PSP, Kratos lo Spartano è diventato il fantasma di se stesso. Ergo, non ha davvero più nulla da dire. Felice di essere smentito, eh!

Come forse noterete, alcuni dei personaggi che cito come “Aoh, me piacciono!” hanno una cosa in comune: sono “interpretabili”. E lo sono senza che la loro caratterizzazione ne risenta granché. Il che, per gli sviluppatori, deve essere stato un vero lavoraccio. Adam Jensen, John (o Jane) Shepard, anche un po’ Sam Fisher, sono tutti “calzabili” e adattabili a ciò che vogliamo fare e forse per questo restano più impressi in alcuni giocatori, che li sentono più vicini, laddove un Nathan Drake o un Marcus Fenix non si schiodano dalla loro “particina”, seguendola più o meno bene senza fornire sussulti al giocatore. Una variabile, quella dell’adattabilità, che qualche anno fa non mi sarei neppure sognato di prendere in considerazione ma che ora  inizia a diventare importante come parametro di valutazione per un eroe digitale. Certo, magari la voglia di creare un eroe adatto ad ogni scelta del giocatore può portare a punte di schizofrenia (qualcuno parla di Cole di Infamous?), ma in generale si tratta di una strada che è bello veder perseguita.

Crysis 2 e il muto

Alcatraz di Crysis 2 è l'ennesimo personaggio muto che non parla neppure quando lo scambiano per un altro super-guerriero salvatore della terra. Che ne so, almeno un "Ehm... gente... mi sa che c'è un equivoco!". No. Lui sta zitto. E noi con lui.

Per contro, una serie di eroi come quelli citati più sopra più Garcia Hotspur (Shadow of the Damned) o Alex Mercer (Prototype) sembrano non sapere dove andare a parare in termini di caratterizzazione e personalità. Per il futuro prossimo punterei sulla nuova caratterizzazione di Lara Croft e, perché no, sulla nuova iterazione dello stesso Mercer in Protype 2 che era abbastanza promettente nel primo capitolo: chissà che non abbiano “azzeccato” il personaggio al secondo tentativo? Certo, per lo meno gente come Mercer o Hotspur parla. Non come la sfilza di protagonisti muti (Rage, Crysis, Far Cry 2…) che ancora non riusciamo a scrollarci dai coglioni. Ok, sono un “espediente narrativo”, per carità. Però ai tempi di Doom funzionava bene perché di fatto nessun parlava col nostro grufoloso marine spaziale. Oggi vedere un deficiente come Alcatraz in Crysis 2 stare zitto quando mezzo mondo crede che lui sia un’altra persona fa un po’ ridere. Anzi, no, togliete “un po’”.

8 commenti
  1. Maraichu permalink

    Ho scoperto solo stasera il blog e da fan della penna del castelli l’ho subito salvato…devo citarti un ottimo personaggio, imho, che hai dimenticato: John Marston

  2. Maraichux permalink

    S’è persa nella tastiera!😀 Ora l’aggiungo nel commento

    Il blog me lo sono spulciato ieri e c’ho trovato delle chicchine niente male: Castelli è un marchio di cui ti puoi fidare😉

    • Ahahah!😀 Grazie.🙂
      Su Outcast ti sei fatto vivo?

      • maraichux permalink

        Certamente! Essendo fan di vecchia data dell’altro sito adesso seguo solo Outcast😉 , anche se non mi sono ancora iscritto(Pigrizia😀 ). Prometto che lo farò a breve

      • Ok.😉

        Si fa quel che si può. In effetti ormai del vecchio sito restano solo le ossa. Peccato. Ci abbiamo sputato davvero sangue e anima.

  3. maraichux permalink

    Credimi Stef, quel sito era grande grazie al vostro lavoro. Ora è solo l’ombra di se’ stesso. Outcast avrà successo soprattutto grazie a chi ci lavora. E non è una sviolinata, ci credo davvero, come tutti quelli che sono rimasti fedeli alla vecchia redazione.

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