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La fine dei tie-in?

by su 4 aprile 2012

La fine dei tie inCasomai vi stiate chiedendo cosa sia un tie-in: no, non è un videogame basato sulle cravatte e neppure un cinema in cui si è ammessi solo se si ha un papillon. E’ un gioco che viene lanciato assieme ad un altro prodotto multimediale, come serie TV o film. Avete presente quando trovate i videogame di Harry Potter o di Iron Man? Ecco, quelli sono tie-in e nella maggior parte dei casi fanno un po’ schifo (non per niente ho citato Iron Man, no?) anche se la storia ci ha fornito qualche fantastica eccezione (GoldenEye anyone?). E ora stanno sparendo.

The Expendables - I Mercenari

Diavoli, un film come I Mercenari sarebbe stato la base perfetta per un videogame. Costi di licenze troppo elevati?

Capiamoci, non è che stanno sparendo del tutto. Ma ne escono sempre meno. Meglio ancora, ne escono sempre meno per PC e console da casa. Date un’occhiata agli anni scorsi. Dove sta il videogame di Inception? Cavolo, un film tutto azione e sparatorie, atteso e facilmente inquadrabile come uno dei successi della stagione (si, ha incassato gran bene), con oltre 100 milioni di marketing, tra l’altro. Realizzarci un videogame che ne affiancasse l’uscita sembrava la cosa più naturale del mondo. Invece niente. Lo stesso si potrebbe dire di numerosi altri film usciti negli ultimi 2-3 anni, come The Expendables (I Mercenari in Italia), per il quale il vuoto videoludico si ripeterà anche per il secondo capitolo. Peccato, sarebbe stata l’occasione buona per avere Stallone, Van Damme, Chuck Norris e Schwarzy tutti assieme in un gioco. Discorso analogo per la saga di Underworld (arrivata al quarto capitolo), per il quarto Indiana Jones, per il remake dell’A-Team, per Predators e via dicendo. Sul fronte delle serie TV la situazione non va troppo meglio, con serial seguiti e versatili che vengono ignorati dai produttori di videogame. Non ditemi che un videogame di Being Human o di The Mentalist ci sarebbe stato male (ok, non cito Misfits perché magari starei esagerando…). Persino IL blockbuster dell’anno, Hunger Games, NON avrà un tie-in al di fuori di un pulcioso giochino gratis per iPhone. Indicativo, no?

Blair Witch Project: il videogame

Di Blair Witch Project fu realizzato un videogame anche piuttosto decente. Non sarebbe possibile fare lo stesso con la saga di Paranormal Activity, per dirne una?

In passato avevamo assistito anche a qualche tie-in “improbabile”, come il valido videogame basato sul film di Blair Witch Horror: ditemi voi se, con tutto il successo che sta avendo la serie, non ci sarebbe stato bene il gioco di Paranormal Activity. Neanche il terzo Man In Black arriverà sui nostri schermi per essere giocato. Idem Prometheus.

Continuano ad uscire giochi basati sui cartoni animati (che vendono sempre benone) ma sempre meno che si poggiano su produzioni “in carne ed ossa”. Perché? Secondo me principalmente perché ci sono stati un paio di pesanti precedenti che hanno portato pochi soldini al produttore. Il primo che mi viene in mente è il ritardatario videogame su Matrix (ne fecero bene due, entrambi mediocrini), ma sopratutto mi torna la mente al gioco di Avatar, decisamente un grosso floppone con cui Ubisoft ha probabilmente perso qualche soldino. Analogamente il gioco su Terminator Salvation non ha incassato chissà cosa. Ora… che cosa hanno in comune ‘sti giochi? Facile: sono puzzette. Giochetti realizzati in fretta e furia che hanno ragranellato voti decisamente scarsi.

Avatar The Videogame

Sembra che col videogame di Avatar Ubisoft abbia perso davvero molti soldini. Certo, il gioco non è che fosse granché, eh!

E la colpa di chi è? Solo degli sviluppatori altrettanto scrausi? Probabilmente no. Certo, certe software house ci mettono del loro per creare giochi pessimi (vero, Sega?), ma al tempo stesso si è innescato un meccanismo che impedisce la creazione dei tie-in di qualità: il tempo. Realizzare videogame richiede sempre più tempo e denaro, mentre il periodo di gestazione di un film è rimasto lo stesso o, grazie alle nuove tecnologie, ogni tanto va anche a ridursi. Insomma, non ha senso investire soldi e tempo sul tie-in di un filmone quando in effetti si hanno sei mesi per realizzare il videogame: non verrà mai bene. Date una licenza sensata in mano a team come Rocksteady o Starbreeze e fateli lavorare un paio di annetti. Poi magari ne riparliamo.

Così come sta andando, tra l’impossibilità di tirare fuori vidoegame articolati e validi e la sempre maggiore diffusione di giochini per iPhone e compagnia bella i tie-in si sono allontanati drasticamente dalle nostre console e dai PC, molto probabilmente per non tornarci più con la frequenza “di una volta”.

2 commenti
  1. Peró lo sforzo si potrebbe pure tentare, almeno per le saghe. Voglio dire, prendi iron man appunto o the avengers … Di tempo tra l’annuncio della lavorazione del film e l’uscita vera e propria ce n’è stato. O tra il primo e il secondo iron man… Insomma forse ci vuole solo più oculatezza nella scelta dei soggetti?

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