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Il piromane mancato di Little Inferno

by su 27 dicembre 2012

Little-InfernoIn effetti è da un po’ che non scrivo qui sul blog qualcosa che assomigli ad una recensione. Così come è da un po’ che non mi metto di fronte ad un bel caminetto accesso a bruciare qualcosa. Considerando che, in un modo o nell’altro, Little Inferno mi ha dato modo di fare entrambe le cose direi che questo articolo è decisamente giustificato.

Ho comprato il gioco in questione in versione PC – rigorosamente su Steam – dopo aver letto le recensioni abbastanza entusiastiche dei miei colleghi su IGN Italia e Outcast. Credo che una premessa sia doverosa: non sono una persona che si “incanta” troppo con un gioco. Nel senso che sono abbastanza refrattario al fattore “Ooooooh!” che ha reso – per dire – ICO e Journey due presunti capolavori. Diciamo che al di la dell’aspetto poetico o dello stile grafico bello cerco sempre un buon nocciolo “ludico” in un videogame e ogni tanto i proclami di capolavoro letti qui e li mi hanno lasciato con un po’ di amaro in bocca.

Little-Inferno-Burning

Una scena tipica del gioco: i giocattoli bruciano, i soldini arrivano e noi fissiamo le fiamme incantati come ebeti.

Detto questo… eccomi di fronte a Little Inferno. Sviluppato da Tomorrow Corporation – software house formata dagli sviluppatori degli eccellenti World of Goo e Henry Hatsworth in the Puzzling Adventure – il gioco è una palese trasposizione del concetto di “sandbox”, tanto apprezzato in altri videogame come ad esempio la serie di Scribblenauts. Giocando con Little Inferno impersoniamo un bimbo che vive in una città perennemente avvolta da una bufera di neve. La temperatura è in costante calo a causa di qualche non meglio precisato motivo e l’unico mezzo di sollievo è rappresentato dal Little Inferno Entertainment Fireplace, un caminetto giocattolo in cui potremo bruciare agevolmente tutta una serie di oggetti. Secondo uno schema economico le cui basi francamente mi sfuggono, bruciando qualcosa si ottiene una quantità di denaro superiore al costo dell’oggetto stesso. Dunque, potremo bruciare oggetti, ottenere denaro, aprire il catalogo per gli acquisti, ordinare nuovi oggetti e continuare così con la nostra deliziosa attività di piccoli maniaci. Televisori, giocattoli, peluche e mini-pianeti solo solo alcuni degli oggetti che troveranno una scoppiettante fine nel nostro caminetto, bruciando in una deliziosa e realistica resa di fiamme, brace e cenere.

Potrei tranquillamente dire che il gioco è tutto qui e probabilmente non mentirei granché: per me gran parte del fascino di Little Inferno (nonché, di fatto l’UNICA cosa che farete) è schiaffare roba nel caminetto, accendere il fuoco e vedere le cose bruciare. Molto natalizio, se vogliamo, specie pensando alla quantità immane di regali brutti che abbiamo ricevuto nel corso degli anni e che avremmo volentieri destinato ad un accogliente caminetto. La maggior parte degli oggetti inoltre possiede delle caratteristiche che si attivano una volta che prendono fuoco. Ci sono giocattoli che si animano, altri che esplodono, altri che hanno effetti pirotecnici e via dicendo. Una lista di ben 99 “combo” da scoprire ci permette di sperimentare un po’ con la selezione sempre crescente dei sette cataloghi che andremo a sfogliare nel gioco, sebbene per scoprire quali oggetti bruciare assieme per sbloccare una “combo” bisognerà cavarsela un po’ con l’inglese – i giochi da parole abbondano.

little_inferno_stile

Lo stile del gioco è davvero molto azzeccato e si sposa benissimo con la trama.

Più o meno Little Inferno è tutto qui, accompagnato da una semplice e – se vogliamo – inquietante storia che accompagna le nostre sperimentazioni da piccoli piromani e contornato da un finale che contiene anche una morale abbastanza feroce verso il tempo che sprechiamo e la dipendenza da cose tipo… uh… i videogame. In pratica, un videogioco che fa autocritica, forse in modo anche un po’ ipocrita.

Come forse avete notato, nel titolo c’è un aggettivo particolare: “mancato”. L’ho usato – sebbene in modo improprio – per trasmettere il fatto che secondo me Little Inferno è una simpatica occasione sprecata. Lo stile è delizioso (anche se sono stufo di giochi indie che citano altri giochi indie…), il tutto è sviluppato molto bene e il gameplay – quel poco che c’è – è ipnotico quanto… uh… fissare un caminetto d’inverno. Insomma, se lo scopo degli sviluppatori era quello di trasmettere la sensazione di stare di fronte al fuoco a giocherellare come quando eravamo bambini, è stato raggiunto al 100%. Il problema – se così possiamo chiamarlo – è che il tutto avrebbe avuto anche una grande potenzialità ludica in caso Tomorrow Corporation avesse voluto integrare qualcosa di leggermente più complesso e “videogiocoso” (non solo, dunque, “giocoso”). Si trattava in pratica di fare il salto dal videogiocattolo al videogame e offrire un’esperienza ancora più intrigante.

Così com’è resta un simpatico caminetto in cui bruciare cose e che cerca di farci riflettere su un importante aspetto della vita. Riuscendoci? Per me, tutto sommato solo in parte.

Di seguito il trailer. Ah, in caso abbiate una Wii U, il gioco è disponibile anche in quella versione.

From → Articolame, Giudizi

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